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E dopo Satana entrò in lui

E DOPO… SATANA ENTRO’ IN LUI…   ( Giov.13: 21-30)

E’ con profonda riverenza e mestizia che rivediamo, in ispirito, quella tragica notte in cui fu perpetrato il più orrendo dei peccati: Il tradimento, e il tradimento del Signore Gesù Cristo. Quella notte in cui Lui si raccolse con i discepoli per consumare la Pasqua, simbolo del vivo sacrificio che Lui stava per offrire; il pane rotto, il calice distribuito, le Sue parole vibranti di profonda commozione ed i volti esterrefatti dei discepoli al terribile annunzio: “In verità in verità io vi dico che alcun di voi mi tradirà”.

Fu allora che Pietro silenziosamente invitò Giovanni – il quale aveva reclinato il capo aggravato dallo stupore e dal dolore sul petto dell’amato Signore – a chiedere chi mai fosse il traditore, mentre ognuno tremava per se stesso. Gesù rispose: “Egli è colui al quale darò il boccone dopo averlo intinto “. E preso il boccone, lo intinse e lo diede a Giuda. E dopo che Giuda ebbe preso il boccone il diavolo entrò in lui, ed egli uscì. Era di notte.

Malgrado tutte le obiezioni che si possono avanzare, e cioè, che doveva così avvenire, che era necessario un Giuda Iscariotte perché il piano di Dio venisse a compimento, noi diciamo che a Giuda fu offerto, per molte volte, l’opportunità di sfuggire al suo tremendo destino. Quando Gesù disse che colui che avrebbe avuto il boccone intinto, quello era il traditore, Giuda, scoperto a se stesso ed ai compagni, non si ravvide. Avvisato, passò oltre l’avviso.

Allora, soltanto, Satana entrò in lui. Prima era in tentazione; Satana lo premeva, lo allettava ed incitava, ma qualche debole esitazione, qualche resistenza sbarrava il passo al nemico; la Grazia, riparandolo cercava di salvarlo, frapponendosi alla irruzione satanica, ma dopo che, scoperto ed avvisato, Giuda superbamente indurì il cuore e la fronte, il nemico potè penetrare, padrone assoluto, in lui.

Oramai Giuda era divenuto alleato, anzi, strumento, possessione di Satana; Giuda ebbe ancora una estrema opportunità, quando apparve nel Getsemane, alla testa degli uomini armati per arrestare Gesù. Egli avvicinò il Signore e lo baciò, quale segno di riconoscimento alla truppa. Gesù gli disse: “Giuda, tradisci tu il Figliuolo dell’Uomo con un bacio?”( Luca 22:48 ). “Amico, a che fare sei tu qui?” ( S. Matteo 26:50 ).

Ultimo tentativo per portarlo a realizzare la mostruosità dell’atto che stava compiendo e ad una possibile penitenza. Invano. Chi potrà mai leggere in quel cuore? Noi non lo giudichiamo. Ma per noi rimane la grande lezione: Iddio parla, ci avvisa, nel momento in cui ci allontaniamo dalle Sue vie e dal Suo cuore. Lo Spirito Santo scampanella l’allarme. Iddio ripete l’ammonimento; attende fino a che giunga il momento decisivo ove non vi è più dilazione. Per chi continua a resistere, ad indurirsi, respingendo la voce di Dio, giunge il termine supremo, ove, avendo fatta la scelta, viene abbandonato da Dio.

Tentazioni ne abbiamo tutti e molte; il vecchio uomo ha delle apparizioni dolorose e vergognose in tutti, ma Iddio veglia su di noi; Egli parla, ci avvisa direttamente ed a mezzo di messaggeri. Beato chi ascolta, penitente, quella Voce e subito si arrende alla Volontà Divina. Ma guai a chi persevera nella resistenza e propria giustificazione. Al suo fianco vi è il nemico che lo stordisce, lo preme, pronto a penetrare nel suo cuore.

Oh Signore, guardaci dal maligno; guardaci Tu onde non imitiamo quello sventurato che chiuse il cuore al Tuo estremo, clemente richiamo e lo aperse al re dell’inferno. Facci pronti, sempre, a piegarci ai Tuoi avvisi, volenterosi ed obbedienti alla Tua Voce.  Amen.  

                                                                                                                          A.C.

 

 

 

 

   




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