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Beati coloro che sono perseguitati.....

“Beati coloro che sono perseguitati per cagione di giustizia, perciocchè il Regno dei Cieli è loro. Voi sarete beati quando gli uomini vi avranno vituperati e perseguitati… Rallegratevi e giubilate..”

 

 Niuno si illuda: i figliuoli del Regno sono chiamati a soffrire. Nella misura che ascendono, essi divengono sempre più stranieri al mondo. Fino a che non hanno agito come pacifici, hanno semplicemente destato sensi di incomprensione e disprezzo. Ma, da quando divennero ministri di pace, contristando passioni e vendette, hanno attirato non solo odio ma anche persecuzione. L’uomo terreno immagina sempre che ha qualche ragione per fare il male. Non vi è nessuno che non si suggestioni che in qualche maniera abbia diritto di pensare e agire a modo suo. Se non è stato direttamente offeso egli si dirà che alla fine ha diritto alla sua opinione e a mettere mano contro altri. Si fa giudice rigoroso contro tutti e scusatore di sé solo.

Per un tempo egli ha incontrato alleati ai suoi piani, o nemici. Coi primi è venuto a patto di reciproco aiuto; coi secondi si è messo in guerra, ricevendo e facendo male. Le passioni, divenute sempre più acute, si sono manifestate con violenza. Ma un giorno egli incontra il pacifico, e si accorge che con un tale non può venire a patti. Il pacifico è per lui più odioso del nemico, perché lo combatte nel suo modo di pensare; gli mostra che egli verso il prossimo è radicalmente ingiusto. L’insieme delle sue facoltà interiori viene messo sottosopra, vede davanti a sé un difensore di tutti, ma nemico a lui solo, perciò comincia a sentire lampi di odio. E’ stato provocato in quello che ha di più caro, nell’egoismo. Perciò, non è meraviglia che il pacifico si vada creando sempre più nemici.

Cristo ha amato Gerusalemme e Samaria, le quali erano nemiche tra loro, ma Egli non fu ricevuto dai Samaritani, e fu ucciso in Gerusalemme. Scribi e Farisei e vari gruppi nemici tra loro si trovarono uniti contro Gesù, perché la vita e parola di Lui avevano affrontato i vizii e peccati di tutti. Il pacifico deve soffrire “ per cagione di giustizia”, la giustizia di Dio, la quale vede tutti colpevoli e tutti bisognosi di misericordia.

I persecutori, come abbiamo accennato, amano giustificarsi, per questo, dopo che hanno vituperato, cominciano a mentire. Come se fossero essi i conoscitori della verità, usano parole cattive. Pare che, avendo orrore dei pacifici, li qualificano con attributi odiosi. Alzano la voce, puntano col dito ed il loro agire si potrebbe tradurre: ecco i veri malfattori, i bestemmiatori, i nemici di Dio e dell’umanità.

Il Signore ha preparato i suoi a patire un tale trattamento. In anticipazione li ha confortati, identificandoli a Se stesso. Ha detto loro:”Avranno detto contro a voi ogni mala parola per cagion mia”. L’agire dei pacifici ha rappresentato Cristo, ed è il Cristo in loro che viene perseguitato, vituperato con menzogne.

 

Chi ha seguito Gesù sul monte, ha concentrato in lui affezioni e ideali. Perciò, se comprende che soffre quale rappresentante di Gesù, è più che rassegnato, lieto. Ricorda le parole del Salmista: “Beato il popolo che sa che cosa è il giubilare”(Salmo 89:15). Il Signore incoraggia: “ Rallegratevi e giubilate, perciocché il vostro premio è grande  nei cieli; conciossiachè cosi abbiano perseguitato i profeti che sono stati innanzi a voi”. Le più grandi gioie ed i più grandi dolori si sperimentano nel campo dello Spirito! Gli estremi si toccano. Le massime angosce vengono seguite dai gaudii più intensi.

 

Per un tempo, l’uomo delle beatitudini conosce solo l’allegrezza e non ancora quello stato d’animo per cui uno si sente come in un mondo di sogni ed è invaso da una gioia che va al disopra di tutte le consolazioni umane. Pare che il cielo gli sia stato aperto proprio a mezzo di ciò che era più dispiacevole, dal fondo dell’anima sgorgano onde che il linguaggio umano, in mancanza di altra parola, chiama “ Giubilare”.

Quel dolore intenso e quel giubilo agiscono come messaggeri dall’alto e dicono:” Tu sei nel regno dei cieli”. Il principio e la fine si incontrano. Le beatitudini si aprono e chiudono colla promessa:

“Il Regno dei cieli è loro”.

                                                                                                       G.P

 

 

 

 

 

 

   




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